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La scelta di comprare casa o prenderla in affitto risulta essere, in
molti casi, molto soggettiva e dipendente da una serie di fattori
variabili nel tempo: il periodo più o meno lungo per il quale si ha
intenzione di rimanere in quella casa, la disponibilità finanziaria del
nucleo familiare sia attuale che in prospettiva futura, la volontà o
meno di effettuare un significativo investimento di capitale.
Ma dal punto di vista puramente economico, qual'è la soluzione migliore?
Innanzitutto, la differenza sostanziale tra mutuo ed affitto consiste
nel fatto che, mentre nel caso dell'acquisto tramite finanziamento, a
fronte di un esborso mensile destinato al rimborso del mutuo, si diventa
proprietari di un bene tangibile che acquista valore nel tempo, nel caso
dell'affitto, a fronte di una spesa spesso paritetica alla rata di un
mutuo, l'immobile non diventa di proprietà e si perde così la
possibilità di beneficiare della valorizzazione economica dell'immobile
nel tempo. A questo si aggiunga che, per quanto riguarda l'affitto, i
canoni vanno ad aumentare negli anni e gli incrementi sono legati
solitamente all'inflazione o ai rinnovi contrattuali.
Date queste premesse e, soprattutto, dato il livello ancora basso dei
tassi, è probabile che la via migliore resti l'acquisto finanziato da un
mutuo, soprattutto nelle grandi città, dove gli affitti sono sempre più
alti. Nel caso di stipula di un mutuo, inoltre, esiste il vantaggio di
poter detrarre fiscalmente gli interessi passivi. Il mattone è ormai
riconosciuto da tutti come 'l'investimento rifugio' per eccellenza. Dal
"XXI rapporto sul risparmio e sui risparmiatori in Italia" a cura di
BNL/Centro Einaudi, recentemente pubblicato, emerge che la soddisfazione
nei confronti dell'investimento in abitazioni si mantiene elevata: il
56% degli intervistati afferma di essere molto soddisfatto (percentuale
analoga a quella dello scorso anno, corrispondente al massimo dal 1994).
In generale, questo tipo di investimento viene visto come ottimo (il
migliore possibile) e come il più sicuro.
A spingere verso l'alto il mercato immobiliare contribuiscono anche
alcuni elementi, tra cui l'andamento problematico delle borse, che però
negli ultimi mesi sembra stia lentamente migliorando, e, in generale,
delle forme di investimento alternativo, l'esiguità del mercato della
locazione ed il fatto che i rendimenti da locazione risultano essere
competitivi rispetto ai rendimenti finanziari. La propensione
all'indebitamento da parte degli italiani è ancora bassa, pertanto il
mercato italiano è un mercato a grandi potenzialità di sviluppo: lo
stock dei mutui rappresenta solo il 10% del Prodotto interno lordo e c'è
ancora ampio spazio per una crescita dei volumi. Infine, è bene
ricordare che, andando più in là nel tempo rispetto alla durata del
mutuo, la convenienza della scelta dell'acquisto dell'immobile aumenta
ancor più dal momento che, in un caso, cessa di esistere la rata del
mutuo ma, nell'altro, continua a sussistere l'esborso del canone di affitto.
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